
La band nasce dall’ultima line-up degli Henry & The Blue Train, band capitanata dallo stesso Henry Sauda e molto conosciuta nell’ambiente blues della provincia di Brescia degli anni 2002-2005. Con questo nome, oltre ad esibizioni e concerti in pub, birrerie, concorsi e manifestazioni, in particolare partecipano per tre anni consecutivi alle iniziative promosse dall’Associazione A.D.M.R. di Chiari: nel 2002 come gruppo spalla a Scott Finch, nel 2003 all’opening act per Paolo Bonfanti, Jono Manson & John Popper (blues traveler), nel 2004 per l’apertura della data bresciana del grande Robben Ford. Nell’estate del 2005 gli “Henry & The Blue Train” (formati dall’attuale line up dei Granny Says), hanno calcato il palco del MontiBlues Festival di Montichiari per l’apertura del concerto del bluesman Rudy Rotta oltre ad aver aperto il concerto dell’armonicista Sugar Blue presso l’IdroPark Fila di Milano. Infine sono stati invitati a partecipare al “Convivio tra arte e musica” del 30 settembre 2005, organizzato nell’incantevole scenario del castello Bonoris di Montichiari, nuovamente da parte dell’Associazione Musicale MontiBlues. E’ questa l’ultima esibizione degli “Henry & The Blue Train” nella quale viene infatti presentato il nuovo progetto Rock-Blues d’autore “Granny Says”. Nel novembre del 2005 i Granny Says sono stati invitati al festival bresciano "Nave Blues" per l'apertura del concerto della british band "Nine Below Zero". L'estate del 2006 ha visto la partecipazione della band al Treviglio Blues Festival, al Nistoc festival di Sulzano per l'apertura del concerto degli americani "Tishamingo", oltre alla partecipazione al festival ticinese "Vallemaggia Magic Blues", dove ha avuto un buon successo di pubblico e di critica (si veda la rassegna stampa), in occasione dell'apertura del bluesman statunitense "Eugene Hideaway Bridges". L'inizio del 2007 ha visto la partecipazione dei Granny Says alla seconda edizione del festival elvetico "Out Of The Blue's" di Samedan. La band è attualmente al lavoro per la produzione del suo primo lavoro discografico interamente originale. Enrico Sauda alla chitarra e alla voce suona chitarre Gibson Les Paul, Gibson SG, Fender Stratocaster, Gibson 335, ed una dobro acustica elettrificata. I suoi amplificatori sono Marshall 1962 Bluesbreaker JTM45 ed utilizza pedalini T-REX. Marco Grossi suona un basso elettrico jazz-bass di liuteria Fender style, utilizza un amplificatore Markbass SA450 accoppiato ad una cassa 4x10 Markbass STD104H. Arki Buelli suona batterie Ludwig vintage degli anni '60, meccaniche Yamaha, piatti Zildjian Vintage. Simone Boffa suona chitarre Fender Telecaster e Gibson 335, utilizza amplificatori Steve Karr, Marshall 1962 Bluesbreaker JTM45, utilizza una serie di pedalini Ibanez Tubescreamer, delay TC Electronic, reverbero Holy Grail Electro Harmonix.
